mercoledì 24 febbraio 2010

FACEBOOK SVELA INFILTRATI NELLA CASA BIANCA


Come ho già scritto in numerosi articoli, bisogna usare facebook in modo intelligente altrimenti si rischia di finire nei guai.

La maggior parte delle persone iscritte sul popolare social network , aggiornano tutti i giorni il loro profilo con foto, video e notizie per tenere aggiornati i propri amici degli avvenimenti della vita quotidiana, ma a volte rendere pubbliche certe cose diventa molto pericoloso.
Ed è quello che è accaduto a Tareq e Michaele Salahi, una coppia dello stato del Virginia
Che si è intrufolata nella Casa Bianca alla cena di stato in onore del primo ministro indiano Manmohan Singh.

Michaele ha avuto la felice idea di pubblicare le foto della serata su facebook… i due posavano felici e sorridenti accanto alle illustri personalità della Casa Bianca.
Ovviamente attraverso facebook la notizia è arrivata tempestiva alle orecchie del presidente Obama, che ha ordinato un’indagine per capire come i due abbiano potuto accedere così facilmente nella Casa Bianca visto che non erano presenti nella lista degli invitati.
I due birichini hanno dimostrato al mondo intero che mettere in pericolo la casa Bianca non è impossibile anzi per loro è stato facile , per fortuna non erano terroristi…., facebook invece ha dimostrato che ogni cosa che viene pubblicata su di esso viene resa nota al mondo intero in tempi brevi.

martedì 23 febbraio 2010

TIRO AL BERSAGLIO CONTRO I BAMBINI DOWN

I troll continuano a provocare tramite facebook.

Era stato creato su facebook un gruppo appartenente alla categoria “salute e benessere” chiamato : ” Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down” nell’avatar era pubblicata una foto di un bambino down con la scritta “scemo” sulla fronte.

“Giochiamo al tiro al bersaglio con il down, questa è la fine che meritano questi parassiti, perché dobbiamo convivere con creature ignobili , usiamoli come bersagli nei poligoni di tiro almeno servono a qualche cosa.” frasi durissime che si potevano leggere all’interno del gruppo creato dai troll

Tempestiva la reazione degli utenti “sani” di facebook che hanno contrattaccato con la creazione di gruppi anti-down, ecco alcuni commenti presi dai vari gruppi: “Voi non siete normali”
Non ci sono parole per definire una situazione del genere”
“Il vostro squallore è davvero imbarazzante”.
Dopo moltissime segnalazioni il gruppo choc su facebook è stato finalmente oscurato.

giovedì 18 febbraio 2010

FACEBOOK: IL LIMITE DI AMICI E' 150


Su facebook ci sono profili di ragazzi e ragazze che hanno più di 500 amici, ma tra questi quanti sono veramente amici? Quanti conoscenti? E quanti si conoscono solo virtualmente?Si riesce a interagire con tutti e 500 ?

La risposta a queste domande ce la da “Robin Dunbar” un noto docente di Oxford che ha effettuato degli studi molto approfonditi su facebook, e ha rilevato che è inutile avere tante amicizie perchè il cervello umano è in grado di gestirne un massimo di 150.

La neocorteccia cerebrale (la parte del cervello utilizzata per elaborare il pensiero e il linguaggio)
ci permette di gestire un massimo di 150 contatti, indipendentemente dalla nostra socievolezza verso gli altri, oltre questa soglia è improbabile tenere traccia di tutto e i rapporti vanno inevitabilmente a deteriorarsi.

Gli studi di Dunbar sono confermati dalle statistiche ufficiali di facebook, che ci comunicano che la maggior parte degli utenti hanno una media di 130 amicizie.

Il professore di Oxford ha precisato che le donne sono molto abili a mantenere i rapporti a distanza, a differenza degli uomini che hanno un maggiore bisogno di frequentarsi fisicamente.

lunedì 15 febbraio 2010

IL MOSTRO DEL CIRCEO E' SU FACEBOOK

Angelo Izzo il mostro del circeo condannato per due volte all’ergastolo è su facebook.

Si è registrato come vip e quindi non si può richiedere la sua amicizia, ma si può solo diventare fan.

Attualmente i suoi fan sono 59 e tutti lo insultano per i reati commessi, numerose le imprecazioni contro di lui, potete vedere la sua pagina di facebook ciccando qui.

Tutto cominciò nel lontano 29 settembre del 1975 dove Giovanni Guido, Andrea Ghira e Izzo portarono in una villa di San Felice Circeo due ragazze che avevano conosciuto in un locale ( Donatella Colasanti e Rosaria Lopez) .Le violentarono e le picchiarono, la Lopez fù affogata nella vasca da bagno e presero a sprangate la Colasanti che fingendosi morta si salvò e denunciò l’accaduto alle autorità. Guido e Izzo vennero condannati e Ghira scappò all’estero.

In seguito Izzo ottenne la semilibertà , e uccise altre due donne : moglie e figlia di un pentito della Sacra Corona Unita che aveva conosciuto in carcere.

Per questo ultimo massacro è stato condannato all’ergastolo, sta scontando la sua pena nel carcere di Velletri.

Nel filmato che segue potete vedere alcuni momenti del processo fatto a Angelo Izzo.


domenica 14 febbraio 2010

I DETENUTI CHE USANO FACEBOOK

Notizia shock dalla Gran Bretagna: i detenuti di un carcere attraverso facebook minacciano le loro vittime.
Jade Braithwaite detenuto di 20 anni, condannato all’ergastolo per omicidio ,dalla cella del carcere di Buckinghamshire aggiornava il suo profilo di facebook pubblicando commenti da ergastolano :” vorrei avere un telecomando per zittire e cancellare dalla faccia della terra le persone che non mi piacciono” e sulla foto principale del suo profilo è raffigurata una maglietta con la scritta “Jade Braithwaite libero”. Altri detenuti hanno utilizzato facebook per comunicare con i loro complici in libertà e per deridere ed insultare le proprie vittime , e le famiglie delle persone che avevano ucciso.
Ma il ministro della giustizia, jack Straw ha dichiarato che il governo britannico è alla ricerca di misure in grado di contrastare il fenomeno “è contro la legge e va contro le regole dei carceri”. I detenuti possono utilizzare internet, ma solo a scopi educativi e sotto il controllo delle guardie, anche se molti detenuti riescono a trovare il modo di aggirare i controlli ricorrendo a telefoni cellulari che consentono di navigare nel web.
Facebook ha rimosso gli account dei 30 detenuti che attraverso facebook continuavano a minacciare le loro vittime; tutto merito del ministero della Giustizia britannico, che aveva chiesto l’oscuramento su facebook dei detenuti che pubblicavano fotografie e commenti deleteri.

sabato 13 febbraio 2010

SCANDALO AD HAITI

Un gruppo di medici inviati ad Haiti in missione di aiuto a causa della disgrazia che tutti conosciamo; sono stati fotografati mentre bevono , ridono e impugnano armi tra le vittime del terremoto.

Immagini davvero sconcertanti quelle apparse su facebook, , dove i medici con il camice verde e le mitragliatrici in mano bevono whisky nel bel mezzo di un intervento, diffondendo le loro foto sul noto social network facebook.

I medici hanno caricato più di mille foto su facebook, l’immagine più dura da mandare giù è quella di una povera donna completamente nuda coperta solamente da una piccola benda, i chirurghi ubriachi le amputano il braccio, alcuni con un bicchiere di whisky in mano, altri con armi un’arma da fuoco.
Di fronte a questa iniziativa di cattivo gusto gli utenti di facebook hanno subito denunciato l’accaduto ai gestori del sito, che hanno provveduto immediatamente a rimuovere le foto dei medici sadici.
Il dipartimento della sanità di Porto Rico ha già reso pubblico che verrà aperta un’inchiesta sull’accaduto.

Se non esisteva facebook, non avremmo mai saputo il fattaccio, ancora una volta il social network per eccellenza continua a far scoprire brutte bugne.

giovedì 11 febbraio 2010

SUICIDIO ANNUNCIATO SU FACEBOOK

Questa volta facebook è stato il mezzo di comunicazione per annunciare il suicidio di una donna di 47 anni.

La tragedia è avvenuta in Spagna a Garrucha, (Andalusia).

Alcuni giorni prima di gettarsi dal balcone di casa, la donna (Lita Broadhurst ) cittadina britannica trasferita da tempo a Garrucha raccontava su facebook la storia dei suoi maltrattamenti da parte del suo ex compagno: “ Non so come uscire da questa storia, Pete mi picchiava a sangue quando viveva insieme a me, ( la donna aveva pubblicato sulla sua pagina di facebook alcune foto in cui si vedevano chiaramente i segni della violenza dell’ex compagno :occhio nero, ferite sul viso e bernoccoli in testa), sono così terrorizzata che la notte dormo con una mazza di ferro nel mio letto, e il cellulare con il numero già pronto per chiamare la polizia”….

Nell’ultimo messaggio intitolato “le mie ultime parole” Lita si scusava con i suoi due figli per il gesto che stava per fare: “Perdonatemi per quello che sto facendo, spero che non mi odierete , perché vi sto per abbandonare, ho troppa paura e non ce la faccio più”.
La mattina del 5 febbraio la donna sale sul balcone e si butta giù fracassandosi sull’asfalto, inutile l’intervento della polizia che cercava in tutti i modi di farle cambiare idea.

Sul suo profilo di facebook piovevano raffiche di messaggi da parte dei suoi amici e soprattutto dei figli: “ Mamma non lo fare ti prego ti vogliamo bene “, ma la donna era già morta.
Il suo compagno era già in carcere per accusa di reato di maltrattamento, ma lei aveva paura di essere ancora una volta vittima delle sue violenze.